recensione Serial TV

Spartacus: Vengeance

Un finale travolgente conclude gli eventi di Spartacus Vengeance
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a cura di Nicolò Pellegatta
Pubblicato il 11/04/2012
Con una terza stagione in procinto di essere girata, sapevamo già che il finale di Spartacus: Vengeance non avrebbe messo la pietra sopra le vicende del gladiatore che si ribellò alla Repubblica. Piuttosto l'interrogativo si sposta su chi avrebbe lasciato le penne in questo seguito di Sangue e Sabbia e chi avremmo invece rivisto il prossimo anno sullo schermo televisivo. "Non possiamo portare con noi tutti i personaggi - ha commentato di recente lo sceneggiatore Steve DeKnight - perchè sarebbe troppo costoso avere un cast principale di 25 attori": ecco spiegata la mattanza degli episodi 9 e sopratutto 10.
Il finale lascia scampo a pochi dubbi quale che sia il percorso della terza stagione in attesa della fine (accertata storicamente) del trace Spartacus. Non vi sveliamo se configura un cammino che arride il gladiatore o renda più complicata la sua resistenza, ma senza dubbio scioglie gran parte delle questioni rimaste in sospeso e fornisce in extremis un senso a tutti quei comportamenti che ci avevano poco convinti nel prosieguo della stagione (l'half season è stato chiaro, no?).
Insomma tutto è bene quel che finisce bene? In effetti no e Spartacus: Vengeance appare leggermente inferiore a Sangue e Sabbia, per via sopratutto di una prima parte alquanto inconsistente e prontamente dimenticata. Lo spettatore ha comunque buoni incentivi ad aspettare altri dodici mesi per una nuova tranche di episodi dal forte potenziale rinnovatore: il ricambio di attori, complici gli illustri assassinii nella conclusione di Vengeance, dovrebbe scompaginare molti punti fermi della serie.
Roma Magic CityIl network via cavo Starz non è stato certamente colto alla sprovvista dalla conclusione di Spartacus: Vengeance. Nella settimana successiva alla sua conclusione saranno trasmessi ben due pilot. Uno è quello della seconda stagione di The Borgias (guarda il trailer), l'altro è invece una serie inedita dal titolo Magic City. Ambientata nella Miami degli anni '60 è un mix di thriller e gangster-movie, uomini d'affari e ragazze disinibite. Praticamente uno Spartacus duemila anni dopo, come mostrato dal red band trailer e da questo curioso confronto!
Non siamo un pugno, ma dita che si contorcono Fuggito dal ludus di Batiato Spartacus e i suoi fratelli gladiatori creano scompiglio nella campagna romana. Lo milizie al comando del giovane Seppius soccombono ripetutamente alla guerriglia dei ribelli: con lo scopo di porre fine una volta per tutte a questa rivolta a due passi da Roma, il Senato invia il pretore Glabro con un esercito di legionari. Quest'ultimo era colui che aveva ridotto Spartacus e sua moglie Sura in schiavitù durante una campagna militare in Tracia: da quando mise piede in Italia l'unico proposito di Spartacus fu quello di vendicarsi per la perdita della libertà.
Pensare e agire secondo i propri desideri spesso e volentieri non si concilia con la moltitudine di schiavi che guardano con speranza e fiducia alla ribellione: non potendo affrontare a viso aperto l'esercito romano, i gladiatori sono costretti a rocambolesche sortite che somigliano tanto a missioni suicide.
Nel corso di una di queste, tra i cunicoli di un buio complesso minerario, Crisso è fatto prigioniero da Glabro che non ci pensa due volte nel condannarlo a morte. L'esecuzione avverrà all'interno dell'Arena di Capua, gremita come nel tempo in cui il "portatore di pioggia" aveva ragione di decine di avversari: il boia designato è nientemeno che Gannicus, protagonista di Spartacus Dei dell'Arena, disposto ad uccidere i suoi ex compagni in cambio di vino e qualche prostituta.
L'imprevisto è in agguato: per liberare Crisso e gli altri gladiatori condannati e lanciare un chiaro segnale a Roma, Spartacus irrompe nell'arena appiccando diversi incendi di modo da far crollare le fondamenta. Il simbolo delle passate stagioni si sbriciola in un battito di ciglia e sotto di essa periscono svariati cittadini romani, incluso il padre di Ilizia, Albino. Gannicus dal canto suo si unisce al gruppo di ribelli, ma li ammonisce continuamente della forza di Roma: pensa che l'unica maniera per far ragionare Spartacus sia quella di placare la sua sete di vendetta e per questo rapisce la bella moglie del pretore incinta di un figlio, generato non dal seme del marito per il quale non prova più affetto, bensì dello stesso Spartacus nella notte in cui ha giaciuto con lei grazie all'inganno.
Forse spinto da compassione, forse spinto dal desiderio di mostrarsi migliore di Glabro, il trace libera la donna ormai sul punto di partorire: il marito, però, non può assisterla dal momento che un uccellino gli ha suggerito il nascondiglio di Spartacus e vuole a tutti i costi stanarlo prima che possa fuggire... Colpire il cuore Il tuo ca**o compete con quello di Giove in persona!
Un pugno di schiavi erranti equivale a delle mosche che circondano il culo di un toro!

(Gannicus rivolto a Spartacus, episodio 6 Chosen path)

Spartacus: Vengeance abbandona la dimensione del ludus e le battaglie artificiali dell'arena per inserire i già conosciuti protagonisti all'interno di contesti bellici campali, boschivi e collinari. Lo stacco c'è e si avverte sopratutto negli episodi 2, 3 e 4, connotati da un ritmo blando e da una apparente staticità che sembra tradire più di una indecisione da parte degli sceneggiatori. La mente di Spartacus schizza in più direzioni e favoleggia vendette, ma deve scontrarsi con una certa prudenza messa da parte man mano che ci si avvicina allo scontro finale. La distruzione dell'Arena di Capua è ovviamente il momento topico della stagione, dal momento che segna il ritorno inaspettato di Gannicus (Dustin Clare): il protagonista di Dei dell'Arena non aveva brillato per via di una caratterizzazione psicologica poco approfondita, mentre in Vengeance si ritaglia un ruolo più confacente come "grillo parlante" di Spartacus.
Il massimo livello attoriale Vengeance lo raggiunge quando Gannicus rapisce Ilizia: la donna, infatti, è interpretata in maniera incredibile da Viva Bianca, capace di elevare in maniera esponenziale la ricchissima psicologia del personaggio. La sua mente è continuamente percorsa da istinti e passioni, talvolta contrastanti: non può sopportare gli sgarri di Lucrezia, ma si affida a lei quando il marito sembra in procinto di ripudiarla; desidera sessualmente Spartacus, ambisce a sciogliere il vincolo matrimoniale con Glabro per unirsi al pretore Varinius; sfrutta "la vita che germoglia in lei" per mettersi al riparo dalle accuse di Glabro, ma sembra disposta ad abortire pur di accellerare il suo divorzio dal marito che non ama più. Ilizia insomma oscilla costantemente tra stati d'animo contrapposti, ma questo non crea confusione nel telespettatore bensì acuisce la sua infatuazione verso la bella nobildonna romana. Senza possibilità di appello, Ilizia è il personaggio meglio riuscito di Spartacus: Vengeance.

Il protagonista Spartacus è qui interpretato da Lyam McIntyre, subentrato ad Andy Whitfield scomparso lo scorso Settembre a causa di un linfoma. Per quanto il suo ruolo di capopopolo subisca pochi scossoni nel corso della stagione, l'attore ha faticato notevolmente per entrare nel cuore dei fan a causa di una minor prestanza atletica e un fisico più mingherlino rispetto al compianto predecessore. Ciononostante il suo profilo svetta sopra tutto e tutti al termine dell'ultimo episodio...
Due ultime considerazioni sulla componente Mature di Spartacus: Vengenace. La violenza è copiosa e il sangue scorre a fiumi: notevoli certi make-up facciali come quello di Enomao dove sono presenti graffi, cicatrici ed escoriazioni in gran quantità. La tecnologia impiegata rende bene sui campi lunghi, specie se pensiamo che la maggior parte delle scene sono girate di fronte al green screen con successivi ritocchi in post produzione. Purtroppo gli squartamenti e le decapitazioni non impressionano più di tanto per via di una Computer Grafica dozzinale nei primi piani e nella gestione informatica di centinaia di comparse.
Il sesso scivola via senza richiamare le riuscite coreografie delle passate stagioni: allora aveva lasciato il segno in quanto gli atti sessuali vantavano un forte impatto sulla trama della serie, mentre in Vengeance è perlopiù fan service o raffigurazione macchiettistica specie perchè le star sono meno disposte a denudarsi (il successo ha fatto aumentare le clausole contrattuali?).

A pagina 2 ripercorriamo con le parole dello sceneggiatore Steve DeKnight l'episodio finale "La rabbia degli dei" e sveliamo i primi dettagli circa la prossima stagione. Se non avete visto l'ultima puntata saltate direttamente alla conclusione! [SPOILER] La rabbia degli dei In fin dei conti la conclusione di Spartacus: Vengeance ci ha soddisfatti. Certo forse avremmo preferito che le morti illustri (Mira, Ashur, Enomao, Lucrezia, Glabro e sembra anche Ilizia) fossero diluite nel corso delle ultime puntate, ma alla fine il turbinio degli eventi assegna alla dipartita di ciascuno di essi il giusto spazio e il conseguente stupore da parte dello spettatore.
Ciononostante abbiamo ancora alcune domande senza risposta e dubbi da chiarire: cerchiamo soluzione ai nostri interrogativi riportando alcuni stralci di un'intervista concessa dallo sceneggiatore Steve DeKnight a IGN.com.

Così Ashur è (finalmente) morto. Eppure la sua lingua biforcuta e la sua "elevazione alternativa" rispetto al grido di libertà di Spartacus e degli altri gladiatori sono finite per affascinare lo spettatore...
Ecco ciò che ho definito "effetto Batiato". Batiato era un essere umano assolutamente riprovevole che ha fatto cose terribili: ha ucciso la moglie di Spartacus, ha assassinato donne e bambini a destra e a manca, ma la gente si è trovata davvero sconvolta quando è morto perché adoravano il suo modo di fare.
Ho modellato Ashur grazie alla mia influenza shakespeariana dall'Aronne il Moro di Tito Andronico e dallo Iago di Otello. Ashur è una persona orribile, ma Nick Tarabay ha infuso in esso alcuni pezzi di umanità che sono semplicemente incredibili. E così ogni volta che Ashur appare sullo schermo lo spettatore è come ipnotizzato da ciò che stava facendo. E 'un grande villain classico. E ho voluto dargli una grande morte!

Certo Lucrezia è un altro paio di maniche. Completamente folle appena superato il massacro dove è morto il marito Batiato, ma poi sembra rinsavire con il passare degli episodi. E' davvero così?
Lucrezia non ha mai recuperato da quello che è successo alla fine di Sangue e Sabbia. Lei è sempre stato profondamente, profondamente turbato. Lucy Lawless doveva pensare a Lucrezia come a una pazza criminale. E' completamente funzionale, ma c'è qualcosa di terribilmente sbagliato in lei da quel momento in poi. E penso che nel finale si capisce perfettamente che lei è pazza. Lei crede veramente che questo bambino è un dono degli dei e crede veramente che lei lo sta donando a suo marito in modo che possano avere una famiglia. Che è stata la sua forza trainante attraverso l'intera serie.

Con la morte di Glabro si chiude un cerchio iniziato con la schiavitù di Spartacus e Sura...
Volevo chiudere la trama di Sura dandole un senso circolare. E ho anche voluto donare a Glabro una grande epopea, una morte operistica.
Batiato era un tipo completamente diverso di cattivo. Era l'uomo qualunque. Il perdente profano che era un piacere da guardare per via delle sue epiche tendenze profane. Glabro, essendo un nobile romano, è un diverso tipo di personaggio. Ma abbiamo sempre saputo che a metà stagione sarebbe qualcosa sarebbe accaduto che lo avrebbe cambiato completamente facendolo diventare assolutamente spietato.
Con la sua morte volevo richiamare il secondo episodio della prima stagione quando Spartacus era in ginocchio e Glabro dice qualcosa circa il fatto che il trace ha imparato a stare al suo posto (cioè in ginocchio) in sua presenza. Volevo invertire questo rapporto e porre Spartacus al suo posto.

Mira muore a inizio episodio, trafitta da un'accetta scagliata dal luogotenente di Glabro. Prima Sura, ora Mira: tutti gli affetti di Spartacus sono destinati a morire...
Tiene le persone un po' a distanza emotiva, perché sente che chiunque si avvicina a lui morirà. E' successo con Sura, con Varro, con Aurelia e con Mira. E' a maledizione di Spartacus! Penso che abbia imparato dal suo rapporto con Mira che in realtà non è in grado di donare così tanto il suo cuore. Egli può prendersi cura di qualcuno, ma non può amare loro nello stesso modo con cui amava sua moglie.

E allora, cosa succederà nella terza (e ultima?) stagione?
Gli eventi ripartiranno circa sei mesi dopo la conclusione di Vengeance. L'esercito di Spartacus è cresciuto di più in dimensioni di quanto la storia racconta. Così, invece di un centinaio di persone, ha migliaia di persone ora. E ha inflitto un sacco di danni alla Repubblica.
Dopo il Glabro, Varinius sarebbe andato contro Spartacus: così si può già dire che abbiamo modificato la storia, nel momento in cui abbiamo fatto saltare Varinius con una palla di fuoco. Così ho dovuto semplificare e tagliare una selezione di persone che andavano dopo di lui e assegnare quelle storie a un solo cattivo, che è Crasso. E per avere Crasso come forza trainante nella lotta contro Spartacus. Insieme a Giulio Cesare.
COMMENTO FINALESpartacus Vengeance riesce a risollevarsi negli ultimi episodi. L'apporto fondamentale di Gannicus, l'eccellente caratterizzazione di Ilizia e la maturazione di Spartacus innalzano una stagione che era partita in maniera zoppicante. Il finale è travolgente, cambia le carte in tavola e promette un rinnovamento del cast con la prossima stagione. Purtroppo insieme alla distruzione della simbolica Arena di Capua crollano certi valori produttivi (specie l'elemento sessuale) delle due precedenti stagioni, senza che siano rimpiazzati con coerenti rielaborazioni di quest'ultime. Ciò fa di Spartacus Vengeance una stagione qualitativamente inferiore a Sangue e Sabbia.
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